giovedì 13 febbraio 2014

Le code lunghe

La coda lunga è un concetto statistico che si considera quando si hanno un certo numero di fenomeni che soddisfano singolarmente un basso numero di eventi, per cui in genere si può considerare l'apporto di ogni singolo fenomeno al di fuori di un trand positivo di crescita.
Tuttavia in campo economico l'insieme dei fenomeni rari che soddisfano un basso numero di eventi, chiamato in gergo "long tail" o coda lunga,  può risultare più proficuo di un singolo trand positivo.
Il concetto si è affermato per il web con il libro The Long Tail di Chris Anderson, redattore capo di Wired.
Se per esempio si prende in considerazione la vendita di un libro, una saga come quella di Harry Potter è costituita da un trand positivo di vendite, dovuto dalla popolarità raggiunta dalla storia nel corso degli anni che ha portato milioni di persone a comprare ogni nuovo capitolo od i precedenti per avere la raccolta completa.
Tuttavia nel mercato della vendita dei libri ci sono anche dei singoli eventi costituiti da lettori che acquistano un singolo libro sconosciuto, anche solo una volta nella vita.
Però questo fenomeno raro per il singolo individuo, moltiplicato per milioni di persone diviene una coda lunga proficua per una rivendita di libri, poichè corrisponde comunque a vendere comunque milioni di copie di un gran numero di libri diversi.
La long tail è proficua se il costo di mantenimento ed archiviazione dei libri è basso, od inferiore al numero di copie vendute, aspetto che rende rilevante la raccolta e lo store online.

Come traslare simili eventi in altri campi? caratteristiche comuni.
  1. singolo evento raro: per esempio la costruzione di un'abitazione o la vendita di un immobile;
  2. sommatoria di eventi rari;
  3. riduzione dei costi;
La costruzione di una prima casa è considerabile come un evento raro, perchè l'immobile ha una vita utile di 50 anni (se un ragazzo di 20 anni se ne comprasse una, ci vivrebbe dentro fino a 70 anni) che soddisfa una famiglia per 35-40 anni.
La sommatoria di eventi rari, porta a concentrarsi più sulla creazione di uno "store" dove si rivolgano un gran numero di utenti, piuttosto che concentrarsi sulla ricerca del singolo "trand positivo" (per esempio un milionario sapiente, come non ne esistono più, che, invece di speculare solo in borsa, dirotta parte dei guadagni anche per la creazione di lavoro reale in Italia).
La riduzione dei costi può essere dovuta ad un miglioramento delle tecnologie od un taglio della forza lavoro (o consumatori di prodotti con lo stipendio che hanno in dote).
Si potrebbe dire che esiste una riduzione dei costi benigna e maligna, una che migliora qualità e produzione ed una che deprime il mercato riducendo la capacità d'acquisto.

domenica 2 febbraio 2014

White hat, gray hat, black hat

I SEO, acronimo di Search Engine Optimization, sono di fatto venditori esperti di posizionamento di siti web, tecniche di pubblicizzazione di negozi online sui motori di ricerca.
I SEM, acronimo di Search Engine Marketing, sono del tutto analoghi ai SEO, ma indicano la capacità del venditore di pubblicizzare e vendere prodotti aziendali nel web attirando nuovi flussi di clienti, o valutarne l'efficacia prima della messa in produzione.

SEO e SEM, sono figure professionali sorte relativamente di recente, grazie all'esplosione del web, su cui stanno puntando organismi come Unimpresa e varie aziende.

Qualsiasi contributo che porti lavoro ad un'impresa è tendenzialmente ben accetto, specie laddove si sommino nuove fonti di vendita alle preesistenti, in genere costituite dal passaparola fra clienti ed i loro amici.
Il brand SEO, derivante da una serie di strumenti disponibili in rete ed intuizioni sul comportamento di internet o degli internauti, è in fase di sviluppo, ma senza una vera e propria trattazione scientifica od universitaria.
Al momento si passa dal sapiente uso di strumenti come Adwords e Google Trand, alle gare di posizionamento di parole inesistenti nei motori di ricerca, dall'uso di tecniche di relink e parole chiave, a figure professionali pagate solo per stare davanti un computer a controllare che determinati termini siano posizionati fra i primi in un certo numero di motori di ricerca (quest'ultima lascia allibito anche me).
Per questo chi si presenta come conoscitore di tecniche SEO può essere qualcuno con alle spalle varie esperienze di posizionamento d'aziende nel web, come anche un novizio che ha seguito uno dei tanti corsi da 100 euro offerti online in schemi piramidali di network marketing che popolano la materia.



Una classificazione alquanto curiosa dell'esperto in SEO è la descrizione della sua attività con un cappello: cappello bianco (white hat); cappello grigio (gray hat); cappello nero (black hat).
Il colore del cappello dal bianco al nero indica il grado di sporcatura del SEO nell'utilizzare tecniche scorrette, che possono andare dal semplice fare pubblicità negativa di un prodotto concorrente, fino all'utilizzare veri e propri schemi di spam, dall'uso di strumenti legali/illegali nel web, alla pubblicizzazione di schemi ponzi con sfruttamento del network marketing che premiano proprio il venditore SEO quasi in cima alla piramide.
La classificazione per cappelli non è nuova, deriva dal mondo degli hacker, benchè sia improprio accostare questi due figure del web.
Il conoscitore di SEO e SEM cerca di vendere un prodotto, mentre un hacker tendenzialmente vorrebbe un web con conoscenze gratuite.
I primi esaltano la propria figura professionale, sostengono quelle forme di anagrafe degli internauti della rete che vanno sotto il nome di social network, il secondo preferisce l'anonimato in rete per avere maggiore libertà di azione, pensiero e parola.
I primi cercano di realizzare pagine html ben posizionate per adescare clienti, i secondi spesso usano linguaggi e tecniche per risultare invisibili nella rete.

In realtà oltre a queste figure esperte dell'universo internet, si deve aggiungere un altro conoscitore della rete, i cui intenti differiscono dai precedenti: il giornalista SEO.
Indico questa figura con il termine giornalista, solo perchè tende a raccogliere informazioni come azione prioritaria.
Il "giornalista SEO" è una figura capace di sfruttare conoscenze SEO per accedere alle informazioni più preziose celate nei meandri della galassia internet, dove i motori di ricerca con una database capace di descrivere una rete possono essere paragonati ad un sistema di teletrasporto da un pianeta (sito web) all'altro.
Le informazioni in internet spesso sono invisibili, disomogenee, difficilmente raggiungibili, ed in molti casi rare e preziose.
Per esempio video rari e di notevole importanza possono essere pubblicati in siti fra i più conosciuti, come youtube, ma essendo diluiti fra milioni di video simili risultano celati ai più, quasi nascosti.
Il motore di ricerca in molti casi ha il link a tali informazioni, ma viene richiamato solo con determinate parole chiave, ed appare fra milioni d'altri risultati.
 
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I database sono un'altra ricchezza di internet, possono essere scoperti o costruiti, per archiviarvi informazioni utili per il giornalista SEO, od anche per l'azienda.

L'informazione in senso generico è quell'insieme di conoscenze che permettono di non compiere errori di vario genere, permettono di valutare in modo completo una risorsa e di prevedere il futuro in modo corretto.
Avere informazioni esclusive può distinguere un'azienda rispetto le concorrenti, un po' come la lotta per i brevetti.
Purtroppo in Italia si sottovaluta questo aspetto, preferendo più un sistema a mercato perfetto con aziende ON-OFF (apri e chiudi), che non valorizzano la capacità di crescita con acquisizione di informazioni e ricerca, o con diversificazione dell'attività e dei proventi.

mercoledì 22 gennaio 2014

Tasi (taci in dialetto veneziano)

L'ISTAT ha rilasciato i dati sulla costruzione di nuovi edifici per il 2013: Mattone in crisi: nuove case -37,2% Istat: "A livelli più bassi di sempre" e Istat, crollano i permessi di costruire: -37,2% le case, -31,6% il terziario a cui si aggiunge il dato Infocamere sparite in un anno 12.878 imprese di costruzioni.
Il report completo dell'ISTAT è scaricabile dal link: www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/.../ISTAT_novembre_2013.pdf


Quindi una persona specializzata in questo settore cosa dovrebbe fare? il cameriere o la badante nell'attesa che il settore riparta (ci sono già conoscenti che lo fanno)?! convincere un investitore od un datore di lavoro di andare a costruire all'estero (per esempio dove con 200 mila euro si costruiscono 4 case invece di una), magari in uno di quei paesi che ha un PIL positivo grazie alle oltre 27 mila imprese che l'Italia ha lasciato fuggire all'estero, producendo stipendi in altro loco? valutare l'idea di abbandonare la nave che affonda a seguito della morte per infarto dell'edilizia ? inventarsi qualcosa di nuovo?

Di certo rimanere da soli ad affrontare tali quesiti è di per se un alto rischio di insuccesso, così come il contrario corrisponde ad una missione che sembra sempre più impossibile all'aumentare del numero di curriculum vitae inviati senza nemmeno una email di risposta od un colloquio.