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domenica 12 aprile 2015

Piazza 3D e sushi

Pizza 3D e sushi per il concorso di Giallo Zafferano.
Spero che questo valga il primo premio...








venerdì 13 febbraio 2015

Nuovi progetti per un futuro più sostenibile

Oggigiorno non è di certo semplice trovare la propria strada, sapersi destreggiare fra le difficoltà di una società sempre più caotica e individuare la direzione del bivio che offre maggiori garanzie, su cui fiondarsi a pieni giri.
Tempo fa stupito del tempo che trascorreva vuoto fra un invio di curriculum e l'altro, pensavo di ripropormi nel web con alcune idee che valessero come miglioramento del mio curriculum vitae.
Per questo motivo aprii un forum dove pensavo di ampliare  le mie doti di programmazione con lo sviluppo di qualche software.
Nel frattempo, non potendo passare tutta la giornata ad osservare/rispondere ad annunci di lavoro, decisi di creare due "colli di bottiglia".
Data una moltitudine di informazioni nel web, un filtro permette di scartare in modo automatico la massa di informazioni che non interessa ed inviare queste informazioni verso un unico ambiente, un unico sito, dove poter accedere per vedere ed utilizzare il sunto di quanto disponibile.
Per questo motivo ho creato il profilo twitter di annunci per ingegneri che raccoglie automaticamente offerte di lavoro per il campo tecnico, disegnatori ed ingegneria/architettura e annunci di lavoro, un account twitter che raccoglie automaticamente offerte di lavoro da oltre 50+30 fonti diverse.
Il primo profilo twitter era a mio uso e consumo, e non ha avuto molto successo; il secondo ha un numero di follower variabile, ed attualmente si attesta a 892 persone.
Il database di quest'ultimo conta oltre 177 mila tweet, utili per analisi e studi ... per esempio per confermare la voce che aleggia nel web fra i disoccupati in cerca di lavoro secondo cui 9 annunci di lavoro su 10 visibili online siano falsi, fatti solo per carpire informazioni dai curriculum vitae o riempire database.
Se questa voce fosse fondata, io stesso avrei perso tempo a rispondere a centinaia di annunci, non ricevendo mai risposta.
Già tempo fa rimasi perplesso quando ad un annuncio su un portale di ricerca del lavoro per la ricerca di un ingegnere civile si iscrissero in 175 ed a un posto di lavoro come geometra si iscrissero in 260, numeri più interessanti della semplice percentuale di disoccupazione media sopra il 12%, numero sporcato da vari aspetti inerenti il rilievo statistico.

Tutto questo mi spinse ad immaginare nuovi progetti, magari più indipendenti, con le ovvie difficoltà di iniziare qualche attività in proprio, in qualche settore in espansione, andando oltre i limiti della mia formazione o meglio sfruttando i pregi della mia formazione per generare qualcosa di nuovo e mai visto prima.


martedì 1 aprile 2014

Scossa di terremoto in Pianura Padana

Domenica 30 marzo alle ore 8:12 si è verificato un nuovo terremoto in Italia (il precedente avvenne nel 2012), questa volta nella pianura Padana fra le province di Rovigo, Modena e Mantova.
Il sisma di magnitudo 2,2 della scala Richter si è verificato ad una profondità di soli 6,1 km.
L'insorgere di fenomeni sismici in Italia è dovuto in larga parte al fatto che la placca africana spinge andando a cozzare contro la placca europea.
L'Italia  si trova proprio nel mezzo, tanto che gli archi alpini ed appenninici sono generati proprio da queste forze.
Fenomeni simili avvenuti centinaia di migliaia di anni prima si possono vedere in Asia, dove la placca indiana spingendo contro l'Eurasia ha dato luogo alla catena montuosa dell'Himalaya con le cime più alte al mondo.
Parte della pianura padana viene considerata area scarsamente sismica sulla base delle osservazioni statistiche di incidenza dei terremoti, benchè sia evidente che la microplacca Adria sottostante la pianura padana possa essere considerata come la noce dentro lo schiaccianoci.
Lo studio pubblicato nel blog georcit.blogspot.it  riassume lo stato geologico della microplacca Adria, fino a descrivere il probabile ruolo della Linea Schio-Vicenza.
Purtroppo a sei anni dall'emanazione della nuova normativa tecnica per le costruzioni, la popolazione non investe in verifica e ristrutturazione antisismica, un po' per incoscienza, un po' per dirottamento delle forme di investimento in meccanismi scevri dall'economia reale (progettare, costruire, creare industrie, creare negozi ed attività piuttosto che investire sempre e solo in finanziario).
Da ciò ne deriva che il Veneto si troverà impreparato ad una riedizione di eventi sismici già visti nei secoli scorsi rischiando di perdere il patrimonio immobile di aree densamente urbanizzate.
Il paragone azzeccato per descrivere questa situazione: è come avere in possesso un Ferrari e distruggerlo in un incidente, perchè ci si è ostinati a guidarlo senza aver fatto la patente.
Il paragone con un'eguale somma investita in subprime del mercato finanziario non sussiste perchè a differenza degli ingegneri civili, gli economisti che studiano il mercato finanziario e stimano il rating dei derivati non hanno mai avuto interesse a prevenire la formazione di "terremoti finanziari" che prevengano il capitale investito dai privati in azioni, derivati ed altre forme di investimento, poichè chi lavora nel finanziario guadagna proprio dalla discontinuità di capitalizzazione dei soggetti esterni che vi partecipano (comprare a poco per rivendere a molto).
Quindi benchè sia evidente come in Italia sopravvivano strutture oltre la stima di vita utile (intorno ai 50 anni), rivalutandosi come beni architettonici, facenti parte del patrimonio culturale di questo paese, la più intelligente forma di investimento risulta essere ancor oggi la diversificazione dei beni e delle proprietà, ovvero il dirottamento di parte del capitale in diverse forme di liquidità con diverse logiche di mercato.
Tali metodologia di investimento era chiara ai nostri padri che mezzo secolo fa diversificavano rendendo più sicuro il loro capitale agli imprevisti storico-economici.
Come già notato in articoli scritti mesi fa, nell'arco di 50 anni i beni immobili hanno visto l'esplodere di ben 4 bolle speculative sul valore della proprietà, riuscendo sempre a rivalutarsi post crisi, attualizzandosi al costo della vita/inflazione.
Gli studi e le verifiche anti-sismiche in quest'ottica accertano la sicurezza del capitale investito, meglio di quanto le agenzie di rating abbiamo dimostrato di saper/voler fare per gli investimenti azionari/finanziari in regimi di legge italiani o stranieri.
La capitalizzazione dell'interesse presunto (quello che si suppone di avere in tasca dopo l'investimento in attività fittizie di borsa) non può che passare per il reinvestimento ed il consolidamento sul territorio, nel massimo della sicurezza ottenibile.

venerdì 28 marzo 2014

Comprensione

Il lavoro di progettazione è in larga parte una via per prevedere il futuro.
Sapendo cosa accadrà con un metodo scientifico, con l'analisi dei fattori, siano essi segnali simici o macrofattori econimici, difficoltà di settore o situazioni locali / personali, è la chiave di volta per stimare la risposta attesa. Stimare la risposta attesa è la chiave di volta per i costrutti economici odierni.
Molti quando valutano la persona stimano se questa sia ottimistica o pessimistica.
Ma una notte insonne mi ha fatto comprendere che il problema in questo modo è mal-posto, poichè un altro dato emerge dall'ecosistema in cui mi sento e molti altri si sentono inseriti.
In un tale periodo di evidente crisi economica chi si presenta come ottimista è un falso, mentre chi appare come pessimista, magari è solo qualcuno che ha ben chiara la situazione reale e da mesi ragiona su quali mosse compiere per affrontare al meglio il futuro stimando quali forze economiche e dinamiche ci saranno.
Ciononostante si evince come vi sia la necessità oggi più che mai di collaborare per ridisegnare il futuro del singolo individuo, del gruppo od anche della nazione, laddove il modus operandi dev'essere la comprensione del futuro e la comprensione degli uni verso gli altri.

domenica 2 febbraio 2014

White hat, gray hat, black hat

I SEO, acronimo di Search Engine Optimization, sono di fatto venditori esperti di posizionamento di siti web, tecniche di pubblicizzazione di negozi online sui motori di ricerca.
I SEM, acronimo di Search Engine Marketing, sono del tutto analoghi ai SEO, ma indicano la capacità del venditore di pubblicizzare e vendere prodotti aziendali nel web attirando nuovi flussi di clienti, o valutarne l'efficacia prima della messa in produzione.

SEO e SEM, sono figure professionali sorte relativamente di recente, grazie all'esplosione del web, su cui stanno puntando organismi come Unimpresa e varie aziende.

Qualsiasi contributo che porti lavoro ad un'impresa è tendenzialmente ben accetto, specie laddove si sommino nuove fonti di vendita alle preesistenti, in genere costituite dal passaparola fra clienti ed i loro amici.
Il brand SEO, derivante da una serie di strumenti disponibili in rete ed intuizioni sul comportamento di internet o degli internauti, è in fase di sviluppo, ma senza una vera e propria trattazione scientifica od universitaria.
Al momento si passa dal sapiente uso di strumenti come Adwords e Google Trand, alle gare di posizionamento di parole inesistenti nei motori di ricerca, dall'uso di tecniche di relink e parole chiave, a figure professionali pagate solo per stare davanti un computer a controllare che determinati termini siano posizionati fra i primi in un certo numero di motori di ricerca (quest'ultima lascia allibito anche me).
Per questo chi si presenta come conoscitore di tecniche SEO può essere qualcuno con alle spalle varie esperienze di posizionamento d'aziende nel web, come anche un novizio che ha seguito uno dei tanti corsi da 100 euro offerti online in schemi piramidali di network marketing che popolano la materia.



Una classificazione alquanto curiosa dell'esperto in SEO è la descrizione della sua attività con un cappello: cappello bianco (white hat); cappello grigio (gray hat); cappello nero (black hat).
Il colore del cappello dal bianco al nero indica il grado di sporcatura del SEO nell'utilizzare tecniche scorrette, che possono andare dal semplice fare pubblicità negativa di un prodotto concorrente, fino all'utilizzare veri e propri schemi di spam, dall'uso di strumenti legali/illegali nel web, alla pubblicizzazione di schemi ponzi con sfruttamento del network marketing che premiano proprio il venditore SEO quasi in cima alla piramide.
La classificazione per cappelli non è nuova, deriva dal mondo degli hacker, benchè sia improprio accostare questi due figure del web.
Il conoscitore di SEO e SEM cerca di vendere un prodotto, mentre un hacker tendenzialmente vorrebbe un web con conoscenze gratuite.
I primi esaltano la propria figura professionale, sostengono quelle forme di anagrafe degli internauti della rete che vanno sotto il nome di social network, il secondo preferisce l'anonimato in rete per avere maggiore libertà di azione, pensiero e parola.
I primi cercano di realizzare pagine html ben posizionate per adescare clienti, i secondi spesso usano linguaggi e tecniche per risultare invisibili nella rete.

In realtà oltre a queste figure esperte dell'universo internet, si deve aggiungere un altro conoscitore della rete, i cui intenti differiscono dai precedenti: il giornalista SEO.
Indico questa figura con il termine giornalista, solo perchè tende a raccogliere informazioni come azione prioritaria.
Il "giornalista SEO" è una figura capace di sfruttare conoscenze SEO per accedere alle informazioni più preziose celate nei meandri della galassia internet, dove i motori di ricerca con una database capace di descrivere una rete possono essere paragonati ad un sistema di teletrasporto da un pianeta (sito web) all'altro.
Le informazioni in internet spesso sono invisibili, disomogenee, difficilmente raggiungibili, ed in molti casi rare e preziose.
Per esempio video rari e di notevole importanza possono essere pubblicati in siti fra i più conosciuti, come youtube, ma essendo diluiti fra milioni di video simili risultano celati ai più, quasi nascosti.
Il motore di ricerca in molti casi ha il link a tali informazioni, ma viene richiamato solo con determinate parole chiave, ed appare fra milioni d'altri risultati.
 
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I database sono un'altra ricchezza di internet, possono essere scoperti o costruiti, per archiviarvi informazioni utili per il giornalista SEO, od anche per l'azienda.

L'informazione in senso generico è quell'insieme di conoscenze che permettono di non compiere errori di vario genere, permettono di valutare in modo completo una risorsa e di prevedere il futuro in modo corretto.
Avere informazioni esclusive può distinguere un'azienda rispetto le concorrenti, un po' come la lotta per i brevetti.
Purtroppo in Italia si sottovaluta questo aspetto, preferendo più un sistema a mercato perfetto con aziende ON-OFF (apri e chiudi), che non valorizzano la capacità di crescita con acquisizione di informazioni e ricerca, o con diversificazione dell'attività e dei proventi.

mercoledì 22 gennaio 2014

Tasi (taci in dialetto veneziano)

L'ISTAT ha rilasciato i dati sulla costruzione di nuovi edifici per il 2013: Mattone in crisi: nuove case -37,2% Istat: "A livelli più bassi di sempre" e Istat, crollano i permessi di costruire: -37,2% le case, -31,6% il terziario a cui si aggiunge il dato Infocamere sparite in un anno 12.878 imprese di costruzioni.
Il report completo dell'ISTAT è scaricabile dal link: www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/.../ISTAT_novembre_2013.pdf


Quindi una persona specializzata in questo settore cosa dovrebbe fare? il cameriere o la badante nell'attesa che il settore riparta (ci sono già conoscenti che lo fanno)?! convincere un investitore od un datore di lavoro di andare a costruire all'estero (per esempio dove con 200 mila euro si costruiscono 4 case invece di una), magari in uno di quei paesi che ha un PIL positivo grazie alle oltre 27 mila imprese che l'Italia ha lasciato fuggire all'estero, producendo stipendi in altro loco? valutare l'idea di abbandonare la nave che affonda a seguito della morte per infarto dell'edilizia ? inventarsi qualcosa di nuovo?

Di certo rimanere da soli ad affrontare tali quesiti è di per se un alto rischio di insuccesso, così come il contrario corrisponde ad una missione che sembra sempre più impossibile all'aumentare del numero di curriculum vitae inviati senza nemmeno una email di risposta od un colloquio.

sabato 18 gennaio 2014

Il futuro dell'edilizia sono le ristrutturazioni, non secondo il brooker finanziario che trascurava pure i venditori.

Non c'è niente di meglio di una crisi per spingere un uomo a fare auto-analisi di se stesso, del suo lavoro o del lavoro che dovrebbe fare o per indurlo a pensare come risolvere i problemi del futuro.
Da sempre l'edilizia e la progettazione si basano su due campi: nuove costruzioni e ristrutturazioni.

La crisi del settore induce a non investire più capitale nel mattone, benchè come visto la vita utile di un immobile supera l'andamento ciclico del prezzo degli immobili, specie oggi che l'efficienza energetica varierà la stima del valore stesso degli immobili secodo il benessere interno.
Il denaro fugge dall'edilizia e dalla creazione di attività economiche per approdare nel più facile e remunerativo mercato finanziario, ovvero proprio l'ambiente che ha creato la crisi che stiamo vivendo dal 2007.
Il mondo finanziario analizza le prossime bolle speculative sugli immobili, trascurando semplici conoscenze del settore edile e ragionando con un semplice meccanismo di causa effetto fra la liquidità prodotta dallo stesso campo finanziario ed il crescere della bolla speculativa sugli immobili.

Le ristrutturazioni vengono considerate il futuro dell'edilizia, specie in un paese come l'Italia dove esistono decine di migliaia di immobili storici, beni culturali gestiti e curati da architetti e laureati in "beni artistici", laddove nel pubblico arrivino finanziamenti per il restauro.
Tuttavia nel campo privato di recente costruzione tre figure (o quanto meno 6 figure) intervengono con la loro professionalità: i termotecnici, gli ingegneri civili ed edili, gli architetti, gli energy manager ed i geometri.
Di questi solo i geometri non solo laureati, mentre gli energy manager si presuppone siano comunque persone con laurea derivanti dal campo ambientale/architettonico, civile, edile o termotecnico.
Le competenze per ingegneri civili, architetti e termotecnici sono superiori nel loro campo, pur potendo spaziare ed aiutare i settori vicini, mentre per ingegnere edile, geometra e energy manager le competenze sono miste (per esempio un geometra sà predimensionare strutture, pur non potendo verificarle dato che non lavora con programmi agli elementi finiti, ma allo stesso tempo ha cognizioni di impiantistica).


Le tre aree distintive che caratterizzano i settori sono: benessere, sicurezza ed aspetto visivo, rispettivamente per il termotecnico, l'ingegnere civile e l'architetto.
Infatti il termotecnico occupandosi dell'impiantistica dell'abitazione, gestisce parametri di benessere di vita all'interno dell'abitazione/immobile e di risparmio dei costi di gestione/riscaldamento/raffrescamento; l'ingegnere civile si occupa del rispetto di norme di sicurezza, resistenza delle strutture, verifica antisismica, cantieristica e piani operativi di sicurezza, la certezza di non trovarsi un investimento da centiania di migliaia di euro in fumo o condanne penali; l'architetto definisce la distribuzione dei vani interni, esegue studi della distribuzione della luce, sceglie i materiali delle finiture, ecc...
Tutte queste materie non sono indipendenti, poichè per esempio per ottenere incentivi per la ristrutturazione di un immobile al fine di installare un impianto di riscaldamento a pavimento un termotecnico deve far riferimento ad un ingegnere civile per i titoli abilitativi, un architetto definisce la tipologia delle pareti opache spingendo la struttura verso una determinata classe energetica ed impiantistica interna (si pensi per esempio all'impossibilità di montare stufe a pellet in abitazioni di classe energetica A), ecc...

Pur dovendo operare congiuntamente nell'immobile, in Italia le tre figure risultano separate e distinte, mai riunite nel medesimo studio di progettazione, motivo per cui spesso si ostacolano l'un l'altro cercando di avere la prevalenza nella progettazione.
In modo alquanto curioso si potrebbe fare un paragone con il mondo software, dove da qualche anno si sta operando una riconversione dei programmi verso i modelli BIM (building information model) che sotto la medesima software house includono strumenti per l'architetto, per il termotecnico e per lo strutturista, migliorando la compatibilità fra le diverse materie di studio e riducendo i tempi di analisi multipla.
Si possono citare Revit della Autodesk, Tekla Structure o il Graitec.
Si pensi per esempio alla progettazione in un immobile che deve essere disegnato in SAP2000 per essere calcolato agli elementi finiti, poi rifatto in Archicad per i rendering e la definizione degli interni, poi ridisegnato per la terza volta in un software di calcolo della classe energetica, ed ogni volta cambiato e riprocessato nelle altre due se uno dei tre ambiti decide di fare dei cambiamenti sostanziali.

Una società unica capace di diversificare i diversi compiti non solo trarrebbe giovamento nella migliore comunicazione fra diversi profesionisti, ma avrebbe un flusso di cassa costante più sicuro fra la fase di progettazione iniziale di un immobile, quella di ristrutturazione, gli interventi sugli impianti (costo minore, frequenza maggiore).
Nella vita utile di una struttura di 50 anni all'inizio si sostiene un costo iniziale elevato, a favore di ingegneri civili ed architetti (costi 100-200 mila euro), ed a 35-40 anni una ristrutturazione seria che coinvolga le medesime figure professionali (costi 10-96 mila euro limite dovuto alla detraibilità).
Ogni 10 anni circa interventi di verifica, installazione o manutenzione degli impianti (costi 5-15 mila euro per l'ambito residenziale ordinario), con possibilità di far modifiche sostanziali a ridosso della ristrutturazione dell'immobile, intorno ai 35-40 anni.

Si capisce quindi per quale motivo gli studi di progettazione di sole nuove strutture siano in forti problemi oggi che a causa della crisi (o peggio a causa della concorrenza con altre forme di investimento) non si investe più nel mattone, non essendo riusciti a diversificare l'attività sviluppata.
Analogamente l'ambito termotecnico può "decollare" solo con grossi impianti dal valore superiore a 10-15 mila euro, lavori che possono derivare da nuovo edificato progettato da ingegneri civili od architetti, grossi interventi di ristrutturazione (per esempio ristrutturazione di hotel) o gruppi d'acquisto di piccoli impianti residenziali grazie al PAES (il guadagno non è dovuto tanto al singolo impianto, ma al soddisfacimento di un maggior numero di richieste nel medesimo tempo).






Tuttavia esistono altri due ambiti che sono sfuggiti ai settori civile, architettonico, termotecnico e sono: la compravendita degli immobili; la gestione degli immobili.
La gestione degli immobili non è normata da nessun albo (per cui anche un termotecnico, un architetto, un ingegnere civile, un geometra, ecc...) possono svolgerla.
Il guadagno non è elevato (un condominio corrisponde circa alla paga di un mese di lavoro), ma non risente di crisi.
Il lavoro viene disprezzato per la litigiosità delle assemblee condominiali ed è stato assunto in genere da ragionieri, geometri che diversificano ed altre figure con nessuna preparazione tecnica riguardo le strutture stesse, benchè l'amministratore di condominio esegua in caso di interventi il ruolo di controllore dei lavori per i condomini (controllore senza conoscenze specifiche).
L'agente immobiliare invece rientra in un albo, con tanto di legge che vieta alle figure profesisonali iscritte ad altri albi di farne parte, ed in teoria svolge il ruolo di garante fra l'acquirende ed il venditore, pur prendendo percentuali da acquisto e vendita paragonabili alle parcelle dei progettisti che tra l'altro porngono la firma ed il timbro a garanzia.
Le figure coinvolte nel ruolo di agenti immobiliari altri non sono he venditori, specie provenienti dalle superiori, senza una preparazione tecnica in verifiche delle strutture, norme tecniche, impianti, valore estetico e qualità dei materiali di un immobile.
Tutti questi aspetti che qualificano l'immobile vengono demandati a profesionisti esterni (a cui spesso sottobanco vengono chieste "commissioni" in forma privata per passare lavori) percepiti dal proprietario e venditore di un immobile come costi aggiuntivi, piuttosto che come esperti del settore capaci di rivalutare il bene.
Un architetto infatti potrebbe non solo vendere il bene, ma pubblicizzarlo per come potrebbe essere con un software engine, un ingegnere civile potrebbe valutare il reale stato di sicurezza dell'immobile e stimare il valore in funzione dei rischi di lesione che potrebbe subire, un termotecnico potrebbe valutare assieme ad ingegnere civile e architetto i costi di gestione o la possbilità di cessione delle detrazioni fra venditore ed acquirente.

Invece quello che accade oggi è che spesso si demanda al proprietario di abbellire l'immobile per vendita e ciò venga quasi sempre fatto con ditte che lavorano in nero con semplici lavori superficiali dal basso costo.
Quindi non c'è da stupirsi de ad anni dall'avvento delle NTC2008 siano scarse le verifiche antisismiche richieste dal privato, con un patrimonio edilizio che potrebb risultare non sicuro, e non vi sia ancora alcuna differenziazione del valore dei metri cubi residenziali in funzione di classe energetica, rispetto delle normative o qualità delle tecniche o dei materiali costruttivi.

Si dice che il futuro dell'edilizia sono le ristrutturazioni, ma il miglior momento in cui eseguirne una è all'atto della compravendita quando l'immobile è vuoto ed è facile intervenire e quando si può dare proficuamente qualità al costruito; tuttavia questa vetrina per ingegneri civili, architetti e termotecnici ove proporre il proprio lavoro  è in mano a semplici venditori con nessuna conoscenza in materia di ingegneria civile, termotecnica, architettura.
Anche questo aspetto potrebbe essere superato con una società conglomerata che riunisca le competenze di vendita a quelle tecniche professionali, sotto un unico tetto e con benefici per tutti.


Termotecnico:
  • grossi lavori derivanti da nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti;
  • accesso a lavori per fondazioni immobiliari approvati da real estate per rivalutare il valore immobiliare detenuto;
  • gruppi d'acquisto per ogni Comune stabiliti dal PAES;
  • interventi di riqualificazione degli impianti a seguito di ristrutturazioni derivanti dal comparto compravendita di immobili.
Ingegnere civile
  • grossi lavori di costruzione (novo o ex-novo nel caso di verticalizzazione) per privato, pubblico, e misto con i meccanismi di project financing;
  • fondazioni immobiliari - real estate;
  • gestione cantiere - valutazione della sicurezza - titoli abilitativi;
  • ristrutturazioni verificando la conformità strutturale alle recenti normative in vigore (dal comparto compravendita di immobili.);
  • interventi di riqualificazione energetica dell'involucro.
Architetto
  • grossi lavori di costruzione  (novo o ex-novo nel caso di verticalizzazione) per privato, pubblico, e misto con i meccanismi di project financing;;
  • fondazioni immobiliari - real estate;
  • gestione cantiere - valutazione della sicurezza - titoli abilitativi; 
  • pubblicizzazione del prodotto da vendere per come potrebbe diventare tramite l'uso di software cad/rendering od engine (dal comparto compravendita di immobili.).

mercoledì 18 dicembre 2013

Chi paga per la demenzialità e la superficialità?


Ammettiamo che fra i 18 ed i 40 anni un giovane inizi a lavorare, percependo in modo continuativo uno stipendio, con una delle tante formule di lavoro o di rendita presenti in Italia.
Chi inizia a lavorare dai 18 anni fa statistica per i 22 anni successivi, specie laddove abbia un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Una volta, 10 anni di stipendio bastavano per contrarre un mutuo od anche per comprare direttamente una casa.
Tale situazione permane in genere in Europa, dove con stipendi o flussi di cassa mensili netti al minimo di 1600 euro l'anno, si riesce ancora ad acquistare un bene di basso consumo come l'immobile così fondamentale per ogni famiglia:10 anni * 12 mesi * 1600 euro = 192.000 euro che al netto di spese secondarie (alimentazione, tasse, vestiario, carburanti...) rendono giustizia alle ipotesi assunte.

Tuttavia è notizia di questi giorni che l'ISTAT rileva come dalla crisi del 2007 al 2012 (o più correttamente dalla prima crisi del 2007 e dalla seconda crisi del 2012) dovuta alla speculazione finanziaria dei derivati bancari e dei subprime, i lavoratori under 40 siano calati dagli 10.9 milioni ai 9.1 milioni.
L'istantanea dell'ISTAT certifica una perdita di 1.8 milioni di posti di lavoro, od altresì di stipendi per i consumi, di cui 450 mila autonomi (2.35 milioni ieri, 1.9 milioni oggi), per far notare che le maggiori perdite ci sono state nel campo industriale che provvedeva a contratti di lavoro dipendente e spesso indeterminato (ironia della sorte proprio nel 2012 si sosteneva che bisognava poter licenziare per richiamare investimenti in Italia).
L'istantanea non fotografa quali saranno le rendite, gli stipendi di questi nuovi disoccupati nei prossimi anni, o quanto abbiano accumulato negli anni pre crisi o di prima fase della crisi (2007-2012), tuttavia l'ipotesi peggiore è costituita dalla possibilità che questi lavoratori non trovino nessun altra fonte di reddito nel prossimo futuro.

Assumendo che una famiglia è in genere costituita da due persone, si può quindi immaginare che nei prossimi 10 anni 950.000 famiglie non compreranno o non costruiranno una casa, con una perdita notevole per il mercato immobiliare oltre che una riduzione delle rendite dell'IVA e tasse legate al mondo edile.
Queste persone, insultate in modo unanime dalla politica con l'appellativo di "Bamboccioni" non sono nè sfigati, nè "choosy", bensì sono un dramma per il mondo dell'edilizia che andrebbe valutato in modo più serio di quanto si fa e risolto in modo più veloce e concreto.
Analogamente si può notare come il rinnovo del patrimonio edilizio dal punto di vista energetico passa per lavori di ristrutturazione nell'immobile dove si vuole vivere od appena acquistato.
Anche in questo caso serve una congrua quantità di denaro per eseguire lavori di isolamento dell'immobile, messa a punto dell'impianto termoidraulico, costruzione di impianti fotovoltaici, ecc...
La mancanza di una ricchezza dovuta ad uno stipendio per le nuove famiglie di oggi o per le famiglie del domani potrebbe essere valutata in tonnellate di CO2 che l'Italia non ridurrà negli anni a venire, rimanendo legata ad un'economia povera e ferma al centro per l'impiego più vicino.
Per questo motivo varie iniziative garantiscono mutui con tassi agevolati per la ristrutturazione dell'immobile, pur essendoci delle detrazioni fiscali considerevoli, che ovviamente non valgono nulla se non c'è un'IRPEF, rendita o stipendio dove eseguire la detrazione relativamente ai vari interventi prima elencati.
Tuttavia agevolare la contrazione di mutui espone la società più debole  a quel mondo che è di fatto responsabile della crisi così come è dimostrato che non garantisca niente a chi sicuramente non potrà pagare le rate del mutuo, dato che non ha un lavoro a tempo indeterminato che offra un'uniformità di rendita nel tempo.
Inoltre è bene considerare che a parità di benessere e temperatura dei locali, molte delle spese sopra elencate comportano una riduzione della spesa per riscaldamento o raffrescamento, beneficio che avrebbe un'importanza maggiore per chi non ha un o stipendio fisso, piuttosto che per chi ha uno stipendio sicuro per gli anni a venire tale da permettergli di accedere ad un mutuo per pagare una ristrutturazione.

Ritengo sia stato e sia ancor oggi veramente stupido e superficiale chiamare taluni gruppi sociali con l'appellativo di bamboccioni.
Un termine più corretto con cui descrivere questo fenomeno in crescita è: "famiglie del futuro perse".

martedì 17 dicembre 2013

Il futuro dell'edilizia sono le ristrutturazioni...

Il futuro dell'edilizia sono le ristrutturazioni... sto valutando se scrivere nel curriculum vitae: badante per edifici anziani.

mercoledì 18 settembre 2013

Chicco Testa e gli ingegneri obbligatori...

Chicco Testa inserisce gli ingegneri e gli architetti fra gli obblighi (od ingombri) che impedirebbero la costruzione di una casa, oltre a presumere qualche decina di permessi quale onere gravoso per la realizzazione di costruzioni.
L'uscita è infelice al pari della precedente:"a Fukushima va tutto bene" post incidente nucleare del settimo livello alla centrale elettrica giapponese.
Demoralizzante la sensazione di essere considerato un inutile orpello dispendioso per i sostenitori/cultori della deregolamentazione selvaggia dello Stato/burocrazia (altrimenti detta riformismo o liberismo in talune occasioni) in un paese che ha le verifiche antisismiche perchè vi sono i terremoti, e decine d'altre pratiche burocratiche perchè molto spesso si tenta di combattere qualche fenomeno dannoso correlato (vedi certificato antimafia e mafia), specie in un tale periodo di crisi del settore con investimenti dirottati nel settore finanziario verso più considerevoli rendite promesse da aziende estere, con prodotti finanziari spesso slegati dall' economia reale come nel caso dei derivati/subprime.
Al pari ci si potrebbe chiedere quale utilità abbiano certi ospiti nei talk show televisivi, dato che richiedono molto tempo per essere ascoltati, parlano senza documentarsi e troppo spesso vengono convocati più volte laddove già nel passato avevano dimostrato di non essere all'altezza della realtà nazionale; insomma un inutile ingombro dell'etere televisivo, burocraticamente farraginoso nel ripetere sempre il solito foglio mentale di frasi fatte trite e ritrite da compilare davanti alle telecamere per sollazzare il pubblico.


giovedì 22 agosto 2013

Estate, tempo di vacanza...

Estate, tempo di vacanza...per i lavoratori.
Per chi invece cerca annunci, lavori, concorsi, e premi per raccogliere quel gruzzoletto utile per iniziare l'attività in proprio (oggi che per progettare è quasi d'obbligo avere un programma architettonico/rendering, uno CAD, ed uno o due programmi per calcoli strutturali agli elementi finiti + eventualmente un avvocato pronto a difenderti a processo), ecco qualche opportunità che si conclude a fine estate (agosto - primi di settembre) da svolgere durante un periodo in cui la maggior parte dei lavoratori si riposano.

Waste-Art   (altre indicazioni)
conclusione: 30 settembre 2013
E' un concorso organizzato dall'Agenzia Europea per l'Ambiente che ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione al riciclaggio dei rifiuti.
Vi possono partecipare tutti con una foto, una vignetta od un video che sensibilizzisulle tematiche:
  • Cosa ne pensi dei rifiuti alimentari, dei materiali di scarto dell’edilizia, delle discariche, del compostaggio? 
  • Hai un’idea di come si potrebbero ridurre, riutilizzare o riciclare meglio i rifiuti? 
  • In che modo il riutilizzo e il riciclaggio possono ridurre la domanda di estrazione di nuove risorse? 
  • Come immagini la futura politica europea in materia di rifiuti?
I vincitoririceveranno 500 euro.


Concorso James Dyson
conclusione 2 agosto 2013
E' un concorso per designer (industriali, meccanici, ingegneria) organizzato dalla fondazione inglese senza scopo di lucro.
Il vincitore del concorso otterrà un premio di 30 mila sterline, i due secondi classificati 10 mila sterline, i finalisti riceveranno inoltre un certificato James Dyson.
Inoltre la fondazione darà un premio di 2000 sterline anche al finalista vincitore di ogni nazione.


Progetto Eco Innovation
conclusione: 5 settembre 2013.
E' un concorso che con un fondo europeo di 2 milioni di euro finanzia al 95% i progetti green vincitori del concorso secondo alcune tematiche preferenziali: riciclaggio di rifiuti, materiali per costruzioni sostenibili, cibo e bevande, acqua, imprese green.



Progetto Leonardo Vision of the Future
conclusione 15 settembre 2013
Un tirocinio non retribuito all'estero con copertura delle sole spese di formazione linguistica e trasporto


Corsi di Alta Formazione
conclusione 20 settembre 2013
Corsi a bando finanziati dalla regione Veneto (ed anche altre regioni) per mezzo di voucher, da spendere in formazione specialistica, master universitari e master non universitari.
Per ricevere i voucher e partecipare gratuitamente ai master da >2000 euro si deve passare il processo di selezione.
Il dubbio casomai è se oggi un master dia maggiori possibilità di lavoro di una laurea, visto l'alto tasso di disoccupazione specie fra i non laureati, peggio over 30, che per esempio in America ha portato alcuni ex-studenti a denunciare le università per farsi restituire i soldi visto che gli studi e titoli conseguiti non sono valsi un posto di lavoro conforme.


Stage all'Ufficio europeo Brevetti
conclusione 30 settembre 2013
Stipendio 1000 euro al mese, niente male per chi da 2 anni in Italia invia curriculum vitae per niente.
Vi parteciperanno miglaiaia di laureati in campo tecnico scientifico, e sarà quasi impossibile rientrarvi.
La solita tematica della sproporzione fra la domanda di lavoro e l'offerta di posti di lavoro.


sabato 15 giugno 2013

L'ottimismo...

Crollo di un quarto delle vendite nel settore immobiliare (ingegneri.info), aspetto che contrasta con la necessità geopolitica dello Stato Italia di rinnovare tutto il suo patrimonio edilizio entro i prossimi 10-20 anni per ridurre i costi per le famiglie (costi per acquisto energia con un trand crescente in funzione di nuove crisi energetiche o rialzi del prezzo unitario dell'energia per KWh) e ridurre la dipendenza della nazione dalla produzione di energia all'estero o dall'importazione di materiali combustibili.

Quindi, se già immobili occupati o distrutti da inquilini menefreghisti, con canoni medi rendevano poco conveniente un pari investimento rispetto alle rendite finanziarie, illusorie promesse di interessi dal lavoro di aziende nazionali/internazionali e speculazioni come i subprime, il colpo di grazia viene dalla "povertà diffusa" che impedisce l'acquisto della prima casa dopo un periodo congruente di lavoro (all'estero si attesta ancora intorno ai 10 anni, qui in Italia difficile stimarlo se il salario minimo è in caduta libera verso lo zero).
La cosiddetta "generazione persa" (sottointeso di lavoratori) diviene anche una generazione di ingegneri ed architetti senza lavoro, con l'infarto del settore edile, un impoverimento della cultura architettonica e degli stili, l'impossibilità per gli ingegneri di stare al passo con le continue modifiche di legge/software e gli oneri relativi.
In effetti qualcosa di pericolosissimo per un paese che nella ricchezza delle sue arti, dei suoi stili artistici, anche architettonici, attrae turisti da tutto il mondo.


Al contrario delle rendite, i costi per la professione divengono sempre maggiori, tanto che il Centro Studi consiglio nazionale di Ingegneria stima 1700 euro circa per iniziare la professione (ingegneri.info).
La stima è palesemente al ribasso; anche tralasciando la spesa per la formazione universitaria, aggirabile facendo semplicemente il geometra (l'Italia ha sempre avuto una notevole confusione e sovrapposizione delle figure professionali con architetto, ingegnere edile, ingegnere civile e geometra, mentre nel resto del mondo esistono solo architetto ed ingegnere civile con compiti separati), circa duemila euro sono il costo per svolgere gli oneri di apertura di una partita iva per un professionista, senza considerare i costi per esercitare la professione: hardware, programmi CAD, programmi per eseguire rendering fotorealistici, programmi per calcoli strutturali (FEM), software di gestione o office (in questo caso esistono prodotti free).
Già solo con questi esempi il costo lievita da varie migliaia di euro a decine di migliaia di euro (si pensi all'uso di tecnologie BIM integrate come il software Graitec Advance).
I nuovi oneri contemplano corsi di formazione continua, a pagamento per chi vi partecipa (si pensi ai corsi Casa Clima per 900 euro) che invece di includere chi non riesce a stare al passo, emargina gli studi piccoli o le piccole società creando non pochi problemi sociali, contemplano l'assicurazione professionale (una delle tecniche più note per rifinanziare gli istituti di credito creatori di bilanci positivi dai debiti con i subprime, principali responsabili dell'odierna bolla speculativa), ed i nuovi software per la verifica della correttezza dei calcoli agli elementi finiti (per qualche misterioso motivo a carico del progettista, così come previsto dalle prime discussioni sulle nuove NTC avvenute nel 2012) .
Inoltre si consideri che  la formazione continua del progettista non è una garanzia di trovar maggior lavoro, specie se per esempio ancor oggi imprese fantasma di pittori fanno interventi di costruzione di cappotti (con svariati difetti) senza nemmeno contattare i progettisti o versare i titoli abilitativi al Comune (niente richiesta delle detrazioni irpef).
Gli immobili così mal "restaurati" vengono poi venduti ad ignari acquirenti (i pochi che ancor oggi hanno redditi tali da permettere l'acquisto di case) con il beneplacito di una figura di terze parti come l'agente immobiliare, il quale non ha competenze per valutare se sta pubblicizzando pane per pesci.
Quindi se i dati Inarsind mostrano come fino ai 40 anni il reddito medio rilevato si attesti intorno ai 1000 euro (ingegneri.info), viene meno anche il classico sistema di crescita dei giovani professionisti, i quali inizialmente venivano assunti in uno studio professionale con compiti minori (per esempio disegnatore CAD), potendosi pagare i costi sempre maggiori, acquisendo lavori sempre più importanti con oneri maggiori.
Da non dimenticare che il reddito valutato da Inarsind viene valutato sugli iscritti all'ordine, senza separare fra chi lavora nel settore pubblico od a partita iva e senza considerare che chiunque non riesca a lavorare con continuità come professionista appena possibile si cancella dall'ordine (al sud punte anche del 40% di laureati non iscritti).
Detto questo, la crisi porta gli studi professionali a non assumere, o peggio a "licenziare" le ultime partite iva coinvolte, togliendo così la possibilità di crescere a molti neo-laureati.
Infatti se collaborando con uno studio un neolaureato può ovviare all'onere dei software, in proprio deve comunque utilizzare tali programmi dimostrando di averne le licenze per presentare ufficialmente progetti.
Inoltre per avere una speranza di sopravvivenza deve riuscire a trattare un gettito di denaro, pur partendo da una situazione con minore esperienza e minori titoli con cui proporsi a concorsi pubblici o privati, ovvero minori possibilità di vincere i premi in denaro proposti.

Senza interventi il settore sta morendo, sopraffatto da una crisi che non ha generato.

domenica 9 giugno 2013

Quanti siamo?

Domanda: ma quanti ingegneri civili cercano lavoro nella mia area?

Si può dare una risposta indiretta a questa domanda in un modo empirico molto semplice.
Da poco una nuova agenzia interinale (trovalavoro o come la si voglia chiamare) ha pubblicato un annuncio di lavoro per ingegnere civile per l'area di Venezia.
Maligni potrebbero pensare che in realtà non si tratti di una vera proposta di lavoro, bensì di un semplice annuncio civetta, fatto per collezionare curriculum di disoccupati interessati alla categoria, con cui proporsi alle aziende/studi di progettazione per offrire i propri servizi.
Non potendo verificare l'azienda/studio di progettazione dell'annuncio è impossibile determinare se si tratti di un annuncio reale o cosiddetto civetta.

In realtà questo non importa, val sempre la pena iscriversi a tutto, donando tutti i propri dati (luogo di nascita, telefono, residenza, interessi, lavoro, ecc...) a terzi.
Infatti in entrambi i casi, il numero degli iscritti all'offerta è rappresentativo del numero di persone interessate, purchè non si possa supporre che tutti i potenziali disoccupati vi abbiano risposto.
L'annuncio di Qjob è questo.

Se il contatore di infojob non è sbagliato, al momento vi sono 71 iscritti per 1 solo posto di lavoro.
Un miglioramento, dato che un'offerta analoga fatta qualche mese fa aveva avuto ben 190 iscritti e per un ruolo minore (geometra) ben 235 iscritti.
Un netto calo, che non può essere spiegato con lo scarso numero di annunci per ingegneri civili apparsi in questi mesi nella provincia di Venezia-Padova-Treviso, bensì forse sintomo di una totale sfiducia dei disoccupati nell'usufruire di tali mezzi.
In effetti oltre a non poter verificare l'azienda che ricercherebbe una figura professionale per distinguere se un qualsiasi annuncio sia vero o meno (annuncio non necessariamente pubblicato da un'agenzia trova lavoro), non è nemmeno possibile capire quanti siano stati selezionati per i colloqui o chi sia stato prescelto per il lavoro.
Avendo tali dati uno potrebbe capire quali probabilità ha per collocarsi in futuro.
Per esempio, se qualcuno costantemente prescelto dopo 6 mesi ritorna sempre a rispondere ed a essere candidato per lavori, vincendoli sulla base del suo CV, è evidente che in tale modo nessun altro avrà mai spazio per collocarsi.
Oppure comprendere quanti professionisti vengono coinvolti nel colloquio cheterebbe quelle persone che non ricevono nemmeno mai una chiamata, e subiscono l'angoscia del tempo che passa senza partecipare ad alcun colloquio pur mandando centinaia di curriculum vitae.

Infine, dato che un lavoro lo devono avere tutti nella loro vita per non diventare un problema sociale per il paese Italia, compatibile con il tempo necessario per maturare una pensione sensata, la sproporzione fra le offerte di lavoro e le professionalità cui vi si iscrivono rendono un'idea statisticamente più corretta delle problematiche da risolvere per professione ed area geografica.

Aggiornamento
Ecco l'email di invito ad iscriversi a Qjob, mentre clamorosamente il numero degli iscritti sul portale infojobs è crollato a 53... probabilmente altri che hanno ricevuto questo invito chiarificatore sull'offerta di lavoro:



L'inversione degli annunci di lavoro

Crisi, disoccupazione, ed aumenta il fenomeno dell'inversione delle proposte di lavoro.

Fino a qualche tempo fa vi erano annunci di lavoro per ricerca di personale qualificato, a cui disoccupati si iscrivevano per essere coinvolti in qualche dinamica lavorativa.

Oggi invece, data la scarsità di lavoro, si hanno il proliferare di annunci di disoccupati che si mettono in mostra in internet, sperando forse che qualcuno li chiami.

Dagli annunci ove si propongono corsi privati di CAD / Rendering (esempio), a brevi messaggi riassuntivi delle proprie capacità (esempio).

L'annunco rimane online sempre, ed è rintracciabile quanto più alto è posizionato nei motori di ricerca, aspetto su cui vi sarebbe molto da dire con un minimo di conoscenze di search engine optimization (SEO).
I propri dati sono esposti alla mercè di tutti.
Ma il dubbio vero è quante aziende/studi di progettazione cerchino personale semplicemente lanciando una ricerca in internet.

Di certo molte agenzie private interinali promuovono l'uso di social network come LinkedIn per pubblicizzare il proprio curriculum vitae, le proprie esperienze o candidarsi ad un lavoro.
Ma il recente scandalo Prism, lascia dubbi inquietanti sulla liceità della pratica in chiave geopolitica mondiale, poichè pare evidente a tutti che la NSA non agiva in questo modo per assumere personale.
Il fatto che proprio un ex-contractor (precario?! subappaltato?! libero professionista con contratto?!) abbia rivelato tutto agli organi di informazione, apre prospettive per discussioni off topic rispetto l'argomento qui trattato, in un mondo ove il singolo individuo sempre più spesso pensa solo a trovare un posto di lavoro che gli permetta di mantenere i suoi cari, di acquistare beni e servizi primari o secondari e di prestabilire un futuro certo e continuativo senza troppe variazioni per se e per i suoi figli.

mercoledì 5 giugno 2013

Contest giornalismo - articolo e qualche piccola nozione di SEO

Ho partecipato al Contest di Giornalismo “Professione Web Reporter” con premi per i primi tre classificati.
Per partecipare bastava inviare un articolo di 1500 battute (severissimi, mi hanno tagliato il finale), ricevere 25 likes ed accedere alla terza fase a Roma.

Da notare che in questo modo si fa pubblicità al sito giornalismovideoreporter.it, ed in questo modo vengono premiati coloro che hanno a disposizione la migliore rete di contatti residenti su social network.
Tuttavia i motori di ricerca in generale non indicizzano i likes od i tweet dei due principali social network (facebook e twitter), informazioni celate dalle società concorrenti (in particolare di Google).

L'effetto pratico è quindi che tutti i "likes" ed i "tweet" offerti garantiranno una visibilità del sito nelle reti social, mentre non daranno contributi nel scalare le classifiche dei motori di ricerca come Google.
Al contrario tutti i link pubblicati su siti web (blog come blogger, o misti social/blog come tumblr) forum, ... garantiranno una maggiore visibilità a giornalismovideoreporter.it, dato che tali link sono accessibili ai web-spider dei motori di ricerca per l'indicizzazione dei contenuti online.

L'articolo YouScoop, analizza con conoscenze di search engine optimization (SEO) i meccanismi di diffusione delle informazioni nella rete, pur con qualche semplificazione per la brevità di spazio concessa.
Link: 
articolo per il Contest di Giornalismo “Professione Web Reporter 

Tali conoscenze di search engine optimization derivano dalla mia collarazione pluriennale con gruppi di debunker, i quali nel commentare le teorie complottiste e la loro diffusione nella rete internet, hanno definito vari fenomeni relativi alla diffusione delle informazioni ed ai comportamenti dei singoli internauti fronte alle informazioni ricavate dalla rete internet. 

lunedì 25 febbraio 2013

Doping agli indici di occupazione?

Sono in cerca di lavoro, e come tutti, incappo nelle offerte di impiego di società multilevel.

Quindi diviene ovvio porsi la domanda: quanto sono realistici gli indici di disoccupazione in Italia?

Questo aspetto, considerato un vanto del nostro paese rispetto situazioni ben più disastrate quali Grecia e Spagna, mi pone molti dubbi, forse per mancanza di conoscenze in materia.
In Spagna/Grecia la disoccupazione viaggia intorno al 25% - 30%, mentre in Italia viene stimata intorno al 11-12%.
Non so se in Spagna e Grecia esistano problemi quali false partite iva, o società multilevel.
Cos'è una società multilevel? per molti è uno schema piramidale di marketing, ove i prodotti vengono scambiati dalla cima verso il basso aumentandone il prezzo, e facendo rientrare l'acquirente nello schema di vendita.
La resa del piano sovrastante è garantita dal piano sottostante, oltre che aumentare in funzione del livello della piramide in cui ci si trova.
Lo schema funziona fintanto che si trovano sempre nuovi elementi da inserire nello schema alla base della piramide, garantendo finanziamenti verso la punta della piramide.
Quello che si denota è una confusione fra il lavoratore e l'acquirente del bene o servizio.
Per altri invece le società multilevel sono forme legalizzate che rappresentano il futuro dell'economia.
Il Multi-Level Marketing definito anche come MLM, Network Marketing o Marketing Multilivello è un metodo di distribuzione di prodotti e servizi che ha la finalità di permettere a chiunque di diventare un distributore e di creare una rete di distributori senza consistenti investimenti in denaro.L'individuo che collabora con un'azienda che distribuisce i suoi prodotti attraverso un sistema di Network Marketing è da considerarsi un imprenditore indipendente. Come tale, non è normalmente subordinato da obblighi di fatturato né da soglie massime di reddito.

Veniamo quindi alle mie esperienze, evitando di citare le aziende che vi si cenalo.
Mediatore finanziario
In questo caso la proposta di lavoro prevede l'offerta di un impiego come mediatore fra il privato e la banca, al fine di favorire qualsiasi rapporto economico fra il singolo cittadino e l'azienda.
Il mediatore finanziario gestisce così gli investimenti in borsa, i mutui, i bonifici, ... fatti dal privato verso la banca, e guadagna dalla movimentazione di flussi di denaro.
La quantità di denaro mossa viene chiamata portafoglio.
Per ogni movimentazione il guadagno è in genere intorno all'1%, ma in molti casi si offre ai neo-assunti un guadagno del tre per mille.
E' bene notare alcuni aspetti: guadagno del mediatore; rischio del mediatore.
Tralascio la valutazione del rischio del mediatore.
Il mediatore finanziario è di fatto un privato, che si paga iva, irpef ed altre tasse con il guadagno di commissione dato dalla banca (si vedano le spiegazioni date per l'agente immobiliare).
Cl significa che se in un dato mese non riesce a far muovere il denaro ai suoi clienti privati, non riceve alcun stipendio.
In media per avere un flusso di cassa che gli garantisca commissioni al mese per 500 euro, deve gestire un portafoglio di 2 milioni di euro fatto di mutui, bonifici, investimenti azionari, ecc...
A questi 500 euro/mese in media vanno sottratte le tasse - contributi.
In questo modo la banca ha comunque una serie di investimenti, ma paga (pochissimo) chi svolge questo lavoro solo se riescono a convincere i privati ad investire o muovere il denaro per transazioni.
Si capisce da subito che non tutti sono predisposti a svolgere un tale lavoro, infatti non tutti hanno conoscenze tali per costruirsi in fretta un tale rendimento (si pensi ad un giovane che conosce giovani senza il becco di un quattrino o un giovane che conosce svariati individui che lavorando in agenzie immobiliari è a stretto contatto con chi cerca mutui per comprarsi la casa).
Da ciò si capisce che molti provano la strada del mediatore bancario, spesso utilizzando parenti ed amici per costruire i loro primi portafogli, ma dopo 1-3 anni smettono, cercando un'altro impiego.
Certo la banca continua ad esistere, semplicemente promuovendo una nuova campagna di ricerca di mediatori bancari da assumere con partita iva (in genere falsa p.iva).
Ai mediatori bancari nei primi colloqui per l'inserimento al lavoro viene richiesto di stilare una lista di possibili investitori / clienti.
In questa lista finiscono parenti, amici, genitori... persone vicine disponibili a sostenere il disoccupato.
Quando il ragazzo abbandona il lavoro i soldi investiti in genere restano, mentre al cliente semplicemente si offre un altro mediatore bancario.

Apparentemente il ragazzo risulta come occupato, a lavoro come imprenditore con partita iva... di fatto non è detto abbia uno stipendio, benchè magari sia costretto ad orari di lavoro da impiegato o lavoro costante sul territorio per la banca, magari investendo proprio capitale.
All'atto pratico nell'indice di disoccupazione il giovane risulta occupato, e la statistica risulta più benevola.
E' difficile calcolare quanto varierebbe la stima dell'indice di disoccupazione se considerassimo anche questi pseudo-occupati come futuri disoccupati o disoccupati di fatto vista la scarsità di denaro che ricavano ogni mese come guadagno.

Si notano due punti:
1) la lista, un fattore comune in cui al neo-lavoratore gli si suggerisce di utilizzare i conoscenti come clienti, confondendo il ruolo fra lavoro e consumatore di beni o servizi
2) il fattore ignoto da stimare è quale portafoglio si può costruire la banca nel territorio.
Pur avendo mezzo per stime di settore ben accurate, la banca lascia i rischi della stima del flusso di denaro che se ne può ricavare al singolo mediatore finanziario, il quale avrà tutto interesse a piazzare il più possibile per portare il proprio guadagno a livelli accettabili.
Mentre il singolo mediatore finanziario non ha la minima idea di quale sia la disponibilità di mercato nel territorio (quanti altri mediatori, quanti investitori, quale percentuali di investimento mensile si hanno nella popolazione, ...), motivo per cui è quasi del tutto ovvio che offra parenti ed amici al gioco economico.
Chi inizia un tale lavoro e non cresce esce lasciando i conoscenti ai mediatori colleghi che restano, sviluppando così un pseudo-schema piramidale, che tuttavia si infrange contro la crisi economica.
Infatti la crisi che porta i privati a disinvestire in borsa, principale fonte di reddito dei portafogli finanziari, riduce il portafoglio e le rendite, lasciando in panne anche i più navigati.
Chi esce subito dopo 1-3 anni, pur avendo lavorato come impiegato dipendente, nell'ipotesi che potesse svolgere l'attività per più istituti bancari (non si verifica quasi mai), ha solo perso tot anni di lavoro, trovandosi ben presto a dover cercare un lavoro.

Formazione dei commerciali
Lo schema funziona a due imprese, una che progetta e realizza impianti fotovoltaici, l'altra che forma i consulenti che procurino commesse all'impresa che progetta e costruisce.
In questo caso al disoccupato in cerca di lavoro vengono offerti corsi di formazione nel campo delle energie rinnovabili, di cui alcuni gratuiti ed i successivi a pagamento.
I corsi con gradi sempre maggiori e costi sempre maggiori istruiscono sempre più nell'ambito delle energie e danno sempre maggiori conoscenze utili per la vendita dei prodotti.
I singoli lavoratori possono invece sviluppare tre attività, valevoli per una serie di crediti convertibili in corsi gratuiti o pagamento in denaro di commissioni:
1) vendita di impianti, passando la progettazione ed il contratto alla società partner;
2) acquisizione di nuovi disoccupati interessati ai corsi / lavoro commerciale;
3) attività di insegnamento nei corsi stessi (qualora si scalino le vette della piramide commerciale).

I crediti offerti per chi procura un impianto fotovoltaico da 3Kv corrispondono a circa il 3% del valore dell'investimento (circa 300-500 euro).
Anche in questo caso è evidente che il lavoratore, con partita iva deve vendere vari impianti ogni mese per guadagnare uno stipendio decente, ed il fattore ignoto, ovvero la disponibilità di investitori sul territorio, così come i costi per girare in macchina fra clienti sono tutti a carico del singolo imprenditore (in realtà impiegato commerciale dell'azienda).
Vale anche in questo caso l'incitamento con un'apposita lista fatta stilare nei primi corsi gratuiti ove inserire tutti i parenti, genitori, amici possibili interessati ad un impianto.
Caratteristica esclusiva di alcune aziende è poi il "contratto di assunzione".
Con questo contratto che non prevede di certo l'assunzione, il lavoratore ancora sprovvisto di partita iva e la società di formazione partner dello studio di progettazione/realizzazione di impianti fotovoltaici si assumono degli impegni reciproci.
La società di formazione si impiega di garantire 2-3 corsi gratuiti di formazione base in management, e impianti fotovoltaici, oltre al colloquio, mentre il lavoratore si impegna andare dati e nominativi dell'impianto alla società, la quale li passerà alla partner, senza alcun compenso.
Infatti il compenso del 3% per impianto prima accennato rimane fermo fino alla stipula di tre contratti.
Raggiunto tale valore verranno decurtati i soldi necessari per i corsi gratuiti e pagato il restante di 3*3% di commissioni.
Dimostrata la capacità di lavorare, si viene quindi assunti come partita iva.
Nel caso in cui il lavoratore non riuscisse a portare un numero di contratti sufficiente a ripagare i costi dei corsi spacciati come gratuiti al colloquio, la SPA garantisce di non perseguire penalmente il lavoratore per il debito contratto.
Regole inquietanti...
Le cifre offerte dall'azienda confrontare con i valori di produzione di impianti dimostrano come la media si attesti intorno ad 1.5 impianti per procacciatore d'affari.
L'impresa partner è passata dal fallimento a guadagni milionari, se si considerano i circa 5000 procacciatori d'affari che hanno tentato questo schema come lavoro.

Anche in questo caso il lavoratore, qualora arrivasse anche ad aprire una partita iva come collaboratore fisso per la società di formazione legata all'azienda partner di progettazione/realizzazione, si troverebbe nella situazione in cui l'incertezza delle vendite ed i costi di presenza sul territorio (si pensi per esempio ad una campagna pubblicitaria) sono tutti a carico suo, e delle scarse commissioni da procacciatore offerte.
L'azienda partner guadagna milioni senza troppe preoccupazioni (se non ottiene commissioni da un procacciatore, le otterrà da un altro... e con qualche migliaio si hanno più chance) e l'azienda di formazione pseudo-gratuita garantisce denaro ai manager con il proporsi ai lavoratori, inseriti nel meccanismo di caccia ad altri lavoratori/procacciatori.
Si ha poi la totale confusione indotta fra il lavoratore e l'acquirente di beni o servizi.

All'atto pratico il lavoratore prima risulta come occupato sotto contratto, poi imprenditore sotto falsa partita iva.
Di fatto potrebbe non avere uno stipendio mensile ed esser costretto a pagare tasse e contributi di tasca propria.

Assicurazioni

Lo schema offerto da alcune società di agenti assicurativi nelle decine e decine di pagine di contratto è una forma di collaborazione a partita iva in cui si garantisce uno stipendio mensile di circa 1000 euro e circa 360 euro di bonus per ogni polizza.
Tuttavia lo stipendio fisso mensile viene dato se si procurano tre polizze al mese.
Mentre il bonus di 360 euro dati subito, vengono decurtati di 100 euro dallo stipendio mensile se chi ha firmato la polizza non paga le rate della stessa(100+100+60 euro in tre mesi).
Anche in questo caso l'agente assicurativo ha il compito di procurare contratti da passare a personale più esperto, fino al momento in cui non abbia ottenuto le necessarie abilitazioni con apposito esame.
Alcuni mezzi vengono offerti dall'ufficio dell'agenzia, mentre altri sono investiti dagli stessi procacciatori di polizze.
Si rende evidente il paradosso per cui un procacciatore se dovesse restituire 100 euro di bonus per 10 contratti, pur avendo diritto a 1000 euro mensili, non ne otterrebbe nessuno, essendo tutto decurtato, o peggio dovrebbe restituire denaro di tasca sua nel caso in cui non fosse riuscito a firmare tre polizze nel mese, pur avendo lavorato 8-10 ore al giorno per trovarne.

Il guadagno dei bonus del procacciatore di fatto non esiste e le somme di denaro offerte debbono restare sempre disponibili per essere restituite per contratto firmato, per mancanze di chi ha contratto le polizze.
Anche in questo caso, ai primi colloqui e nei periodi di formazione, gratuitamente offerta dalle aziende, viene suggerito di stilare una lista con genitori, parenti amici possibili clienti.
Il bene offerto dall'azienda è economico (polizze sulla vita, contributi pensionistici, ....) dopo il versamento ventennale di rate

Anche in questo caso si denotano le solite incognite sulla possibilità di piazzare prodotti a privati nel territorio, concorrenza, andamento del mercato...rischio tutto sul groppone del lavoratore a partita iva.
Quindi non stupisce che quasi tutti coloro che iniziano questa "carriera" dopo qualche mese o qualche anno smettano per l'impossibilità di reperire nuovi clienti, mentre l'agenzia assicurativa, dislocata sul territorio nazionale media i guadagni da migliaia di procacciatori.


Tutte queste società sono rinomate per assumere migliaia di persone ogni anno.


Lavoro aumentano le partite iva fra gli under 35
Mi viene ovvio pensare che vi sia un certo doping all'indice di occupazione / disoccupazione.







lunedì 18 febbraio 2013

I consigli di Monster.it

Riporto qui di seguito i consigli di Monster.it riguardo la ricerca di un lavoro.
Questo portale ricco di annunci di lavoro, consigliato spesso dai promoter dell'Ufficio Stage delle Università, fino ad oggi non mi ha portato alcun contatto di lavoro pur avendo riposto a svariati annunci, escluse due società multilevel che cercavano clienti fra i precari iscritti al sito.
Trovo quindi piuttosto ironico ricevere questi consigli, pur apprezzabili.

Tutelatevi
  • Possono esservi segnali che indicano che un annuncio on line o un'offerta ricevuta tramite mail non siano legittime. Non fidatevi di aziende che non siano in grado di esporvi chiaramente il loro modello di business oppure di aziende disposte ad assumervi senza nemmeno un colloquio telefonico. Fate le vostre ricerche e raccogliete informazioni più dettagliate sulle aziende di cui dubitate. 
  • Non indicate mai nel curriculum il codice fiscale, il numero della carta di credito, il numero del conto corrente o altri dati personali riservati. Non fornite mai informazioni personali a potenziali datori di lavoro, anche se vi assicurano che sono finalizzate a "indagini di routine sulla storia personale dei candidati", finché non siete sicuri che l'azienda e l'offerta di lavoro siano attendibili.
  • Non accettate di eseguire transazioni che richiedano il cambio di valute o il trasferimento di fondi a una potenziale azienda. Siate prudenti con le aziende che offrono lavoro a domicilio e richiedono un investimento iniziale. 

Offerte da evitare
Alcune offerte di lavoro false possono essere pubblicate sul sito, sotto forma di annunci, o venire inviate tramite email. Di seguito sono riportati esempi di false offerte di lavoro:
  • Truffe per riciclaggio di denaro: i riciclatori di denaro si avvalgono a volte di proposte di lavoro in cui offrono commissioni o salari giornalieri da capogiro per movimentare assegni per conto di cittadini stranieri. Assumono cittadini residenti per "eseguire pagamenti" o "trasferire fondi", adducendo come motivazione che, essendo loro stranieri, non possono eseguire personalmente tali transazioni. Il testo delle comunicazioni è spesso sgrammaticato, ma può contenere passaggi copiati da veri annunci di lavoro, scritti in un linguaggio perfettamente corretto.
  • Rispedizioni fraudolente: le rispedizioni o spedizioni postali truffaldine generalmente richiedono ai candidati di ricevere presso il loro domicilio merci rubate (nella maggior parte dei casi apparecchi elettronici) e di rispedire i pacchi in un altro paese. Le vittime di questo tipo di truffa possono trovarsi a dover pagare le spese di spedizione e persino il costo delle merci acquistate online con carte di credito rubate.
  • False offerte di lavoro a domicilio/pagamenti anticipati: per quanto esistano effettivamente lavori che si svolgono a domicilio, molte offerte di questo tipo non propongono forme di occupazione legali e hanno il semplice obiettivo di estorcere alla vittima un investimento economico iniziale. Utilizzando inviti allettanti quali "lavoro indipendente" o "guadagni immediati", le false proposte di lavoro a domicilio non garantiscono uno stipendio regolare e quasi sempre richiedono un investimento "iniziale" in cambio di prodotti o istruzioni, prima di spiegare il funzionamento dell'attività.

Ipse dixit: "Non affidate maiinformazioni personali"
Personalmente a causa della crisi sono arrivato a spedire un CV ad un'azienda per un lavoro a Baku in Azerbaijan ed ad un'azienda di Bologna per una direzione cantiere a Baghdad.
L'annuncio non riportava alcun dato dell'azienda, anzi in generale gli annunci non riportano quasi mai dati delle aziende !
Quali dati c'erano nel curriculum che ho spedito loro?
nome, cognome, numero di cellulare, data/città di nascita (questi bastano per fare il codice fiscale), domicilio/residenza con città e via, lavori eseguiti, interessi, sport, programmi conosciuti....
Certo, esiste sempre la legge sul trattamento dei dati e la privacy....ma non trovando lavoro i ragazzi si vedono costretti a rivelare tutto e di più a perfetti sconosciuti !

martedì 29 gennaio 2013

Incompatibilità

C'è un fondamentale paradosso nel contrasto fra la proliferazione delle agenzie immobiliari e la crisi che colpisce il settore edile.
Infatti ci si aspetterebbe di osservare un trand negativo per entrambi, con l'edilizia colpita dai mancati investimenti nel mattone, dall'IMU e con  l'immobiliare in passivo per il calo nella compravendita/locazione di immobili a causa dell'IMU e dei problemi finanziari delle famiglie italiane, specie se costituite da giovani.

Invece le agenzie immobiliari proliferano in quasi ogni città (sia grosse catene che il singolo privato in proprio) ed in alcuni casi, quasi in ogni strada.
Il caso del singolo privato in proprio si presenta con caratteristiche diverse da quello delle grosse catene di agenzie immobiliari.

In questo secondo caso si notano altri due fattori di interesse: il continuo ricambio di personale grazie a continui annunci di lavoro; la presenza di più persone nel singolo ufficio (in genere due o tre persone).

Una possibile spiegazione a tutto ciò può derivare dalla semplice valutazione della convenienza che il singolo lavoratore può avere a fare l'agente immobiliare.

I contratti proposti al lavoratore sono: co.co.pro. o  collaborazione con partita iva.
Nel primo caso il contratto a progetto viene eseguito per il periodo di durata previsto fino al compimento del progetto (locazione o vendita di un certo numero di immobili) ed il compenso pattuito, da non considerarsi come uno stipendio, viene offerto al compimento del progetto.
Ora, dato che la compravendita di un immobile non rientra in una casistica progettuale, la normativa in materia interpretata a vantaggio di chi offre il lavoro, non garantisce nessuna delle garanzie del lavoro dipendente, benchè si possa identificare un orario ed una sede di lavoro.


Nel secondo caso, la collaborazione con partita iva,  molto più utilizzata di recente, porta il lavoratore ad aprire per l'appunto una partita iva, come fosse un'impresa ponendosi quale intermediatore fra l'agenzia immobiliare e i venditori/acquirenti o locatori di immobili.
In questo caso il compenso in genere è del 30% delle commissioni garantite per legge all'agenzia immobiliare (il 70% va al titolare delle agenzia).
Si ha sempre una sede di riferimento o negozio con vetrina dove sono pubblicati gli annunci e un pseudo-orario di lavoro da rispettare in negozio come se si fosse un impiegato.

Come se il lavoratore fosse un'impresa, la partita IVA richiede l'emissione di fatture, la buona tenuta dei registri contabili, il computo delle tasse per il versamento delle imposte... insomma varie operazioni che ognuno può fare in proprio, ma dato che complesse in genere relegate ad un commercialista.
Per redditi annui sotto i 30 mila euro e l'apertura per la prima volta di una partita iva si può rientrare nel regime dei super minimi, con sgravi su controlli, burocrazia e alcune spese....tanto che in questo regime il commercialista onesto in genere domanda solo 500 euro una tantum per la gestione dei conti invece di un 4% del fatturato della partita iva.
Il regime dei super minimi vale per 1 anno se chi apre la partita iva ha meno di 35 anni e per 1 anno + 4 di proroga, se ha più di 35 anni.

Il regime dei super minimi garantisce il non pagamento dell'IRAP, e dell'IVA , niente obbligo di registrazioni, fatturazione o dichiarazione modello Unico, niente Studi di Settore e quindi presunzione di reddito (per esempio per il calcolo delle tasse o dei contributi inps), e l'iscrizione all'Inps nella gestione separata con pagamento dei contributi sul reddito effettivo.
Per quanto riguarda l'Irpef calcolata sul reddito con vari scaglioni nel caso dei super minimi viene sostituita con un'aliquota del 5%, mentre la minima aliquota per redditi inferiori 15 mila euro è del 23% (27% per redditi fra i 15 mila ed i 28 mila euro).

Da notare inoltre che: nel caso di un Co.Co.Pro. l'irap verrebbe versata dal datore di lavoro, mentre nel caso della partita iva l'Irap viene versata dal lavoratore con il reddito fisso pattuito dall'agenzia immobiliare al momento della stipula di collaborazione.
Allo scadere del regime dei super minimi il regime tassativo fa un balzo per tre tasse: l'irap, l'IVA al 21%  e l'irpef in funzione del reddito (es: reddito annuo 23 mila euro, 15 mila euro pagano al 23% mentre 23-15 =8 mila euro pagano al 27%).
Per quanto riguarda l'INPS:
  • se il compenso annuo non supera i 5000 euro non serve l'iscrizione all'inps (quindi non si versano contributi per la pensione e di conseguenza con il sistema contributivo non si avrà diritto a quell'anno di pensione);
  • se il compenso annuo supera i 5000 euro (previa comunicazione repentina a carico del lavoratore al committente) le aliquote vengono conteggiate per 27.72 e 18% al variare di casi specifici con possibilità di rivalsa per l'autonomo con partita iva del 4% dall'agenzia immobiliare;
Quindi nel caso di regime dei super minimi il computo del contributo pensionistico è una percentuale del reddito effettivo (per 1 anno o 1+4 anni a seconda dell'età).
Mentre alla fine del regime dei super minimi il lavoratore della partita iva si deve versare un contributo pattuito secondo la stima di un guadagno annuo minimo così come da studi di settore.
Ciò evidentemente garantisce comunque un minimo di pensione al lavoratore/impiegato sotto partita iva, ma se non guadagna perchè non stipula contratti, lo costringe a versare contributi sborsando di tasca propria.
Non è inusuale per una partita iva pagare anche 3200 euro all'anno di contributi inps non rientrando nel regime dei super minimi, perchè gli studi di settore prevedono flussi medi di lavoro non rispettati dal lavoratore (all'incirca uno stipendio fittizio di circa 14 mila euro annui).
Da notare che ad un collaboratore a progetto co.co.pro. i contributi inps vengono versati con le medesime aliquote, ma dal committente e computati per due terzi a carico del committente e un terzo dallo stipendio dovuto al collaboratore.

Si evidenzia quindi la forte sproporzione nell'assunzione dei rischi dell'attività, il vero dilemma del guadagno e di conseguenza del computo di ricavi, tasse e contributi.

Finita questa piccola parte teorica (spero priva di errori), cosa si evidenzia per il lavoratore/collaboratore dell'agenzia immobiliare?
In primis una notevole difficoltà nel valutare la possibilità di svolgere il lavoro fra un regime complesso e vario che muta nel tempo.
In secondo luogo la mancata presentazione del trand di vendita del luogo di lavoro che viene proposto con l'annuncio di lavoro, per cui il lavoratore costretto ad aprire una partita iva non può avere un'idea dei ricavi o simulare uno scenario economico di guadagni/tasse/contributi.
Infatti ciò che non si sa è quanti immobili il lavoratore riuscirà a piazzare vendendoli o locandoli nell'arco dell'anno solare lavorando in un dato ufficio/negozio.
Se quindi inizialmente i costi sono praticamente nulli e rapportati al guadagno effettivo, allo scadere di termini di legge aumentano repentinamente per tre tasse ed un contributo nel caso delle partite iva.
Ciò si accorda con l'aspetto più curioso che si osserva, ovvero il continuo ricambio di impiegati nei negozi delle agenzie immobiliari (finito l'anno di super minimi il singolo chiude la partita iva considerata da molti come impresa: "1.000 imprese chiudono ogni giorno").
I costi fissi per avere personale quale contributi pensionistici e tasse IRAP, IVA sono a carico del lavoratore, ivi compreso l'onere di versare contributi secondo lo studio del settore (ipotesi di andamento del mercato), mentre nel caso dell'uso improprio di collaborazioni a progetto sono a carico del datore di lavoro.
Risulta peggiore la situazione con costi fissi, fra diritti inalienabili del lavoratore (diritto alla pensione) e della società (tasse per finanziare lo Stato).

Il guadagno dell'agenzia immobiliare, come percentuale del piazzato, garantisce le spese di luce, locazione del locale, hardware, .... sommando i contributi di due o tre partite iva chiamate a collaborare.
Infatti per una locazione da 500 euro al mese piazzata dall'agente immobiliare, all'agenzia spettano 2 mensilità pagate da locatore e locatario o il 10% del costo annuo di locazione (es: 0.10*6000 euro  da 500*12 mesi in un contratto 3+2 o 4+4).
Il 70% risulta essere nell'esempio con due mensilità da 500 euro, pari a 700 euro, già utile per pagare un mese di locazione del negozio.
Mentre per il lavoratore che piazza il contratto di locazione il reddito fatturato è 300 euro a contratto di locazione.
Dai 300 euro * X contratti annui devono essere dedotte le spese sopra elencate.
Nel caso di regime dei super minimi
  • 22.72% * fatturato (se il fatturato è superiore a 5000 euro altrimenti anno di contributi pensionistici perso e nessun costo da versare all'inps)
  • 5% di irpef
  • 500 euro al commercialista
Ovvero, se x sono i contratti dell'anno:
300*x = (5%)*300*x+500 --> x = 1.75
servono 2.2 contrati all'anno per pagarsi le spese fisse ed andare in guadagno rimanendo sotto la quota dei 5000 euro di fatturato all'anno (niente versamento contributi pensione).
(attenzione per semplicità nel calcolo l'irpef viene conteggiata con il fatturato e non con il guadagnato aumentando così di poco il regime tassativo).

Da notare che 5000 euro annui sono 16 contratti di locazione con ricavo di 300 euro ognuno, oltre uno al mese.
Inoltre lavorando a commissione, il guadagno mensile non è uno stipendio fisso, bensì il numero di contratti che si stipulano: per esempio in agosto, periodo di vacanza ciò corrisponde a stipendio nullo.
Se nell'agenzia immobiliare ci sono 2 o 3 impiegati, ognuno con partita iva, ciò significa che ognuno dovrebbe stipulare 16 contratti...una situazione che appare irrealistica.
Mentre per avere uno stipendio fisso mensile ognuno dovrebbe stipulare uno o due contratti (es: 12 contratti da 300 euro a fine anno per un totale di 3600 euro e circa 680 euro di tasse).

Se invece si superano i 5000 euro si devono versare i contributi inps:

300*x = (5%+22.72)*300*x+500 --> x = 1.75 -> x = 500 / (300* (1-0.05 - 22.72/100))
(attenzione per semplicità nel calcolo l'irpef viene conteggiata con il fatturato e non con il guadagnato aumentando così di poco il regime tassativo).

Per numero di contratti si è sicuramente in attivo, ma al passaggio dei 5000 euro si ha una diminuzione dei soldi in "busta paga mensile" a favore dei soldi pensione fra 36 anni....



Nel caso di regime dei minimi si aggiungono iva, irap (che non considero per semplicità), studi di settore e aliquote corrette
  • IRAP non considerata per semplicità
  • 22.72% * fatturato (3200 euro al minimo)
  • 23% di irpef
  • 21% di iva
  • 4% al commercialista
Ovvero, se x sono i contratti dell'anno:
300*x = (23%+4%+21%)*300*x +3200 

servono 20.6 contrati all'anno per pagarsi le spese fisse ed andare in guadagno.
 (attenzione per semplicità nel calcolo l'irpef viene conteggiata con il fatturato e non con il guadagnato riducendo così il regime tassativo)
Si considerano i contributi fissi di 3200 euro all'anno per l'inps pari ad uno stipendio di 14 mila euro circa supponendo un fatturato della partita iva fra i 5000 ed il valore di stipendio secondo lo studio di settore.


I costi parzialmente fissi sono tutti (o ben presto) a carico di chi svolge il lavoro, mentre l'agenzia immobiliare si sgrava dei costi e prende la fetta maggiore della torta.

La difficoltà di prevedere vari scenari e la carenza di lavoro spinge i giovani d'oggi a tentare la strada dell'agente immobiliare.
Non stupisce quindi nè che le agenzie immobiliari continuino a rimanere aperte, nè che nella maggioranza dei casi vi sia un rinnovo continuo del personale.

In realtà il computo dei flussi di cassa della singola partita iva nel lavoro di agente immobiliare risulta più difficile per le compravendite di immobili.
E' bene notare che nelle agenzie immobiliari è la direzione a decidere se premere sulla compravendita degli immobili o sulla locazione.
Infatti, la vendita di immobili, fatto ben più raro delle semplici locazioni garantisce profitti maggiori.
Pur rimanendo le percentuali delle collaborazioni con partita iva od i compensi pattuiti con un co.co.pro., la vendita di un immobile da 150-180 mila euro garantisce un 6% all'agenzia immobiliare, 3% dall'acquirente e 3% versato dal venditore.
Per esempio nel caso dei 150 mila euro si hanno 9000 euro.
Con il contratto co.co.pro. il valore pattuito al lavoratore impropriamente inserito in un progetto è indipendente dal guadagno dell'agenzia immobiliare (i 9000 euro sono tutti dell'agenzia).
Con la partita iva (percentuali 30% e 70%) i 9000 euro vanno divisi per 2700 euro al lavoratore con partita iva e 6300 all'agenzia immobiliare.
Questo permette di rientrare più facilmente dei costi fissi e delle tasse in funzione del reddito della partita iva.
Tuttavia in un mercato edilizio in recessione è bene notare come il dubbio sulle possibilità di vendita sia tutto a carico del singolo lavoratore collaboratore impiegato nel negozio che a carico dell'agenzia immobiliare stessa.

E' per questo che molti agenti immobiliari iniziano con agenzie leader del settore per l'anno di sgravi garantiti dal regime dei super minimi, per poi chiudere la partita iva e mettersi in proprio.
Il guadagno su ogni vendita diviene così del 100% e non più diviso nel rapporto di collaborazione, mentre il primo anno alle dipendenze di una agenzia immobiliare è una sorta di apprendistato ivi incluso il conseguimento del patentino di agente immobiliare.
Dopo di che, magari con l'aiuto dei soldi dei genitori si passa ad acquisire l'altro punto fondamentale offerto da un'agenzia immobiliare: una vetrina dove esporre gli annunci, tramite l'acquisto di un negozio (onere notevole, tasse, bene rivendibile) o la locazione di un locale.

Rimane da citare la questione incompatibilità.
Le leggi che definiscono la professione degli agenti immobiliari sono formulate in modo tale da rendere la professione incompatibile con l'iscrizione ad un albo (architetti ed ingegneri) o la professione di costruttore di immobili, vantando possibili casi di truffe a discapito degli inquilini/acquirenti di immobili.
Scervellandomi alla ricerca di un caso che dia ragione alla legge, mi son venuti in mente solo casi di produttori e venditori dei loro beni: contadini che producono frutta e verdura vendendola non essendo costretti a rivendere il bene ad un ortofrutticolo che ricaricherà il vegetale per trarne guadagno; produttori di auto fiat costretti a rivendere i loro beni a concessionari Ford perchè non possono per legge trattare la cessione del bene mobile?!
Un mistero.
Certo è che un ingegnere civile da sempre costretto a fare tutto in regola, poichè parte dell'attività prevede l'obbligo di certificati abilitativi e oneri al Comune nell'ambito della compravendita di immobili, altra attività che passando per il catasto costringe spesso a dichiarare legalmente tutto, si troverebbe avvantaggiato nell'attività di compravendita, potendo valutare al meglio il rispetto delle norme da parte di un edificio costruito 10 legislature prima, la possibilità di ristrutturarlo per aumentarne il valore, la possibilità di rappresentarlo con software cad o rendering (magari stimando anche il costo dei mobili) per invogliare il cliente ad acquistarlo.
Ciò migliorerebbe le due professioni, dando anche spazio ad architetti ed ingegneri di esprimere il loro estro per la vendita e non solo per la creazione di nuove strutture.
Migliorerebbe il patrimonio edilizio ponendo personale competente laddove valutando i costi ed i guadagni è possibile investire denaro per migliorarlo.

Invece ciò che si ha oggi è l'incompatibilità delle professioni, venditori che se vogliono in autonomo si rivolgono a qualche impresa di manovali per svolgere lavori di ristrutturazione, spesso in nero, spesso senza versamento di tasse e contributi, spesso senza versare oneri al Comune per i titoli abilitativi (DIA, CIA, SCIA, ...) e spesso saltando in tronco la fase di progettazione e controllo delle norme tecniche costruttive, lavoro svolto da ingegneri ed architetti.

Così, dato che viviamo in Italia, i costruttori più furbi hanno ovviato al problema dell'incompatibilità imposta per legge: il marito fa il costruttore, la moglie fa l'agente immobiliare con la sua agenzia.
Funziona anche con altri gradi di parentela, benchè così il denaro rimanga in un ambito famigliare allargato.

Per gli ingegneri che desiderassero avventurarsi nel mondo dell'agente immobiliare, un altro vincolo grava sul loro capo: i contributi pensionistici.
L'ingegnere libero professionista con partita iva è tenuto a versare i propri contributi pensionistici ad inarcassa, mentre l'agente immobiliare (con partita iva di altra forma) è tenuto a versarli all'inps.
Il passaggio dei contributi da inps a inarcassa è detto oneroso, poichè fa perdere una parte di contributi.

Post scrittum:
L'attività di gestore di condomini non è incompatibile con quella di agente immobiliare.
L'attività di promotore finanziario non è incompatibile con quella di agente immobiliare (www.quotidianocasa.it).
Nel caso dell'amministratore di condominio vi è una legislazione separata (spesso legata alle sentenze della Cassazione) per cui vale la pena appoggiarsi alle associazioni del settore. Per ora non c'è nè albo nè altra abilitazione/patentino per l'esecizio con esame.
Nel caso del promotore finanziario (compensi per portafogli forniti alla banca pari a 0.3% o max 1% sulle movimentazioni) c'è un esame da sostenere per essere iscritti al rispettivo albo.
Il dubbio riguarda la possibilità di aprire una partita iva con doppia funzione (non si possono aprire due partite iva per due attività diverse per lo stesso individuo/azienda) ed il computo di tasse e contributi.