martedì 1 aprile 2014

Scossa di terremoto in Pianura Padana

Domenica 30 marzo alle ore 8:12 si è verificato un nuovo terremoto in Italia (il precedente avvenne nel 2012), questa volta nella pianura Padana fra le province di Rovigo, Modena e Mantova.
Il sisma di magnitudo 2,2 della scala Richter si è verificato ad una profondità di soli 6,1 km.
L'insorgere di fenomeni sismici in Italia è dovuto in larga parte al fatto che la placca africana spinge andando a cozzare contro la placca europea.
L'Italia  si trova proprio nel mezzo, tanto che gli archi alpini ed appenninici sono generati proprio da queste forze.
Fenomeni simili avvenuti centinaia di migliaia di anni prima si possono vedere in Asia, dove la placca indiana spingendo contro l'Eurasia ha dato luogo alla catena montuosa dell'Himalaya con le cime più alte al mondo.
Parte della pianura padana viene considerata area scarsamente sismica sulla base delle osservazioni statistiche di incidenza dei terremoti, benchè sia evidente che la microplacca Adria sottostante la pianura padana possa essere considerata come la noce dentro lo schiaccianoci.
Lo studio pubblicato nel blog georcit.blogspot.it  riassume lo stato geologico della microplacca Adria, fino a descrivere il probabile ruolo della Linea Schio-Vicenza.
Purtroppo a sei anni dall'emanazione della nuova normativa tecnica per le costruzioni, la popolazione non investe in verifica e ristrutturazione antisismica, un po' per incoscienza, un po' per dirottamento delle forme di investimento in meccanismi scevri dall'economia reale (progettare, costruire, creare industrie, creare negozi ed attività piuttosto che investire sempre e solo in finanziario).
Da ciò ne deriva che il Veneto si troverà impreparato ad una riedizione di eventi sismici già visti nei secoli scorsi rischiando di perdere il patrimonio immobile di aree densamente urbanizzate.
Il paragone azzeccato per descrivere questa situazione: è come avere in possesso un Ferrari e distruggerlo in un incidente, perchè ci si è ostinati a guidarlo senza aver fatto la patente.
Il paragone con un'eguale somma investita in subprime del mercato finanziario non sussiste perchè a differenza degli ingegneri civili, gli economisti che studiano il mercato finanziario e stimano il rating dei derivati non hanno mai avuto interesse a prevenire la formazione di "terremoti finanziari" che prevengano il capitale investito dai privati in azioni, derivati ed altre forme di investimento, poichè chi lavora nel finanziario guadagna proprio dalla discontinuità di capitalizzazione dei soggetti esterni che vi partecipano (comprare a poco per rivendere a molto).
Quindi benchè sia evidente come in Italia sopravvivano strutture oltre la stima di vita utile (intorno ai 50 anni), rivalutandosi come beni architettonici, facenti parte del patrimonio culturale di questo paese, la più intelligente forma di investimento risulta essere ancor oggi la diversificazione dei beni e delle proprietà, ovvero il dirottamento di parte del capitale in diverse forme di liquidità con diverse logiche di mercato.
Tali metodologia di investimento era chiara ai nostri padri che mezzo secolo fa diversificavano rendendo più sicuro il loro capitale agli imprevisti storico-economici.
Come già notato in articoli scritti mesi fa, nell'arco di 50 anni i beni immobili hanno visto l'esplodere di ben 4 bolle speculative sul valore della proprietà, riuscendo sempre a rivalutarsi post crisi, attualizzandosi al costo della vita/inflazione.
Gli studi e le verifiche anti-sismiche in quest'ottica accertano la sicurezza del capitale investito, meglio di quanto le agenzie di rating abbiamo dimostrato di saper/voler fare per gli investimenti azionari/finanziari in regimi di legge italiani o stranieri.
La capitalizzazione dell'interesse presunto (quello che si suppone di avere in tasca dopo l'investimento in attività fittizie di borsa) non può che passare per il reinvestimento ed il consolidamento sul territorio, nel massimo della sicurezza ottenibile.

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